LOCANDA RIGATONI. UN FINALE DIVERSO



RIASSUNTO

Siamo onesti, non si tratta di un episodio "Gravissimo", come sostiene il Campidoglio o una buona fetta di Italiani. Chiedere la revoca della licenza è demenziale, così come il catapultarsi sulla pagina Facebook del locale a scrivere commenti violenti, carichi di rabbia e insulti. 
La verità è che in italia l'argomento LGBTQ è ancora un tabù e non si fa niente per educare le persone. A malapena se ne parla.

Ora, il cameriere ventenne  è stato licenziato.
La proprietaria si è scusata pubblicamente.
E tutti a gridare al trionfo, quando si tratta di una palese sconfitta.

Badate, non è mia intenzione sminuire l'accaduto, quanto sottolineare il fatto che poteva finire in maniera ben diversa, con un'epica vittoria della sapienza sull'ignoranza.
La storia della Locanda Rigatoni è un'occasione persa per chiunque. Ristoratori, cameriere, Comunità LGBTQ, italiani.

Cosa sarebbe successo se gli eventi post scontrino si fossero svolti così?

Proprietaria
"Non intendo licenziare il cameriere, perché credo si tratti di una mera questione di educazione e lasciarlo andare non gli sarebbe di alcun aiuto. Vorrei che questo increscioso episodio fosse fonte di ispirazione e crescita per tutti e non fosse strumentalizzato per fomentare ulteriore disprezzo. Pertanto invito la comunità LGBTQ a cenare da noi e il cameriere a prestare servizio come sempre. Sconto del 10% fino al 31 di agosto". 

Cameriere
"Chiedo scusa per la mia ignoranza. M'informo e divento un essere umano migliore"

Comunità LGBTQ
"Caro ragazzo, abbiamo capito ciò che sta alla base del tuo atteggiamento e non ne facciamo un caso internazionale! Verremo a cena col 10% di sconto fino al 31 agosto e ti dimostreremo che siamo persone normalissime e cordiali. Se, nel frattempo, hai domande, sputa il rospo. Siamo qui per te. Qua la mano!"

Non serve una punizione esemplare, come sostiene qualcuno.
Serve un'EDUCAZIONE esemplare! 

CONVERSATION

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