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COSTRUIRE UNO SGABELLO...

mercoledì, maggio 30, 2012 Reporter: JJ 0 Responses



Lo sgabello è una cosa che prima o poi serve sempre... e a casa mia non c'era! 
Così ho deciso di costruirmene uno. 
Il legno è tutto di scarto. 
Si tratta di un vecchissimo e malconcio cavalletto, un'asse di non so cosa e alcuni pezzi del vecchio cancello di casa. 
Vi faccio vedere come ho fatto io, così se vi prende la voglia di farvene uno, avete una base dalla quale partire! 


























Le gambe si avvitano all'interno. Suggerisco una passata di 1.000 chiodi prima! 












NB. Mettete meno acqua e piu' frutti di bosco. A Trieste la potete trovare intorno ai  3 euro alla Torrefazione di Piazza Cavana. Ci sono posti superfighi dove un etto di frutti di bosco per tisana vi costa oltre 7 euri... Vedete voi! :D


























Domani gli dò due mani di flatting che non si sa mai! :D 



Altri modi per dipingere con colori naturali 

1- Foglie di the. Preparate un concentrato. Quando il colore vi soddisfa, potete dipingere. [Anche caldo va bene]

2- Caffè. Preparatene uno ben forte e lasciatelo raffreddare. Poi dipingete. Abbondate pure. 

3- I gusci delle noci, se lasciati in ammollo per qualche giorno, creano un liquido nerastro ottimo per dipingere. Filtratelo prima di utilizzarlo. Alcuni preferiscono addirittura bollirlo prima. 

4- More. Schiacciate i frutti direttamente sul legno e vedete se vi piace l'effetto. In alternativa potete frullarli e filtrarli. 
Questo colore sbiadisce al sole, quindi è meglio proteggerlo con flatting o una vernice protettiva finale oppure utilizzarlo su di un mobile che resta in casa. Vanno bene anche i mirtilli e, a mio avviso, pure il lampone può rendere bene, ma siccome sti fruttini costano 10milioni di euro a cestino, niente paura che la tisana superconcentrata va bene lo stesso! Date mani di frutta finchè il colore vi piace! 

5- Aceto bianco. Per esempio, se combinato con del rame darà un liquido azzurrino. Cercando online cosa può fare l'aceto, scoprirete che potete lasciarci dentro per una settimana un'infinità di cose. Usate un barattolo di vetro chiuso e lasciate il composto sotto al sole. 

Prima di fare qualsiasi mossa avventata, provate il colore su un pezzettino di legno uguale al vostro e se non ce l'avete, in un angolino nascosto del vostro oggetto! 

Un'altra cosa da tenere a mente è il vostro abbigliamento. Stiamo parlando delle sostanze piu' macchievoli del globo terracqueo. Evitare di colorare i vostri oggettini con una maglietta a cui tenete! 

Ultimo accorgimento... Se avete animali golosi... evitate di lasciare incustoditi i vostri oggetti ai frutti di bosco... [Se usate l'impregnante non c'è problema, se non lo usate... è probabile che lecchino il vostro capolavoro]





Buon divertimento !!! 


Cri 


Cielo... prima che mi dimentichi... cospargetevi di Autan! :D












BISCOTTI ALLE NOCI...

mercoledì, maggio 30, 2012 Reporter: JJ 0 Responses


























Oggi, dopo aver creato dal niente uno sgabello "Fai-da-me" [Sotto al piatto], ho deciso di premiarmi con i biscotti! 

Inutile che vi dica che sono buonissimi, calorosissimi [Nel senso di calorie pro biscotto] e che potete usare il tritaffettasminuzza! 



INGREDIENTI

125 gr di farina
80 gr di burro
80 gr di zucchero
1 uovo intero
100 gr di noci tritate
1 cucchiaino stracolmo di lievito per dolci

SVOLGIMENTO

Sarò breve. 
Buttate tutto nel tritaffettasminuzza, lasciate che faccia lui tutta la fatica e curta!*

Quando l'impasto si è amalgamato, prendetelo, appallottolatelo nel cellof... celloph... nella pellicola trasparente e lasciatelo in frigo fino a che non si compatta per bene. Minimo 30 minuti. 

Poi... 
Se siete delle perfette donnine di casa, stendete la pasta col mattarello, armatevi di graziose formine e fate i biscotti. 

Se siete me, prendete un pochino di impasto alla volta, fateci una pallina tra le mani, schiacciatela tra i palmi et voilà, ecco il vostro.. ehm... mio adorabile biscotto! 

Non ci mettono tantissimo  a cucinarsi... Se avete un forno buono, controllate già dopo 15 minuti... I gradi sono i soliti 180 che van sempre bene. 

Consiglio di mangiarli tiepidi. 
Sono ottimi. 

Buon appetito! 

Cri



*Curta. Dialetto triestino. Facciamola breve. 



DIPINGERE I VASI...

mercoledì, maggio 30, 2012 Reporter: JJ 3 Responses



Ve lo dico, 
a me, di dipingere i vasi, non mi era mai passato per l'anticamera del cervello! 
Son quelle cose che compri, usi al volo e ciao.. tanto l'importante è il contenuto. 
Da quando ho un account Pinterest, invece, ne ho visti a diecinaia, quindi ho deciso di provare.
Ecco come si fa.
















Prendete dei vasi che avete da parte. 
Se sono messi male come questi, una passatina di carta vetrata non gliela toglie nessuno. Io ho usato la n. 120 ma anche piu' leggera va bene.

Date ai vasi almeno una mano di PRIMER. Io ho usato quello in bomboletta. Comodissimo. Il coccio assorbe tanta vernice e questo farà sì che non ne buttiate via a litri. 
Fate questo lavoro all'esterno avendo cura di indossare una mascherina e di proteggere le superfici circostanti. Il primer puzza da matti! 
Se avete animali, sinceratevi non vi ronzino attorno mente usate la bomboletta. 

Una volta asciutto il primer, potete iniziare a dipingere, usando le vernici che preferite [Smalto o acrilico] e il mezzo che piu' vi aggrada: pennello, rullo, spugna, bomboletta... bla bla bla...
Dipende tutto dalla vostra fantasia! :)

Serviranno minimo due mani. Io ne ho messe tre. 

RISULTATO
















Smalto all'acqua bianco e rosso amarena.
Effetto ottenuto passando lo smalto bianco sopra quello amarena ancora fresco. 


















Smalto all'acqua glicine e verdino. I pallini li ho fatti intingendo il dorso del rullo nel colore, scaricandolo un po' e poi appoggiandolo sul vaso. Occhio a non gocciolare. 


















Smalto bianco e acrilico oro. L'effetto è dato picchiettando la punta del pennello sul vaso. (La punta del pennello dev'essere perpendicolare al vaso)


Se prevedete di tenere i vasi in un luogo coperto o dentro casa, il lavoro è finito. 
State attenti che nel sottovaso NON ci sia acqua. 
Se volete lasciarli in giardino, occorre una mano di vernice finale o di flatting. Anche due.

Fate asciugare almeno 24 ore prima di metterci la piantina. 
NON lasciate lo smalto fresco sotto il sole estivo, altrimenti farà le bolle. Fate asciugare i vasi all'ombra. 
Se prevedete di annaffiarli col tubo di gomma, anche 48. Fate una prova. 
Inutile dire che i vasi vanno dipinti solo all'esterno! 

Buon divertimento! :D 

Cri



2014




POLENTINA ALLE MANDORLE...

domenica, maggio 27, 2012 Reporter: JJ 2 Responses


Dal Vangelo culinario della Nonna Anna... 



Io avevo una Nonna Anna, ma non era questa.... 
Questa era... spe che me lo sono scritta.... 
La mamma di Zio Edo che era il marito della Zia Anita che era la sorella del Nonno Attilio [materno] nonchè marito della MIA Nonna Anna. 
Tutto chiaro, no???
Non eravamo manco parenti!
Fatto sta che questo ricettario manoscritto con misure in decagrammi e quantità espresse in 1/8 di latte [!!!], gira per casa mia dai tempi dei dinosauri... Cioè da quando è stato scritto. 
E io lo adoro! 
Sa di genuino. Sa di quelle cose antiche che se andassero perdute segnerebbero la fine del genere umano. 

Qualcuno, cento anni fa, si è preso la briga di annotare le proprie ricette, una dopo l'altra, aggiungendo note a margine in caso di variazioni sul tema e avendo cura di segnare, accanto a ciascuna, il livello di gradimento familiare: buona, buonissima, eccellente... 
Cento anni dopo [Questa è l'età approssimativa del diario culinario] qualcuno ancora lo sfoglia con ammirazione e ne ripercorre le gesta in chiave moderna... cioè col celeberrimo tritaffettasminuzza e condivide col mondo le dosi di un amore perfetto.





















Meraviglioso, non trovate anche voi??? 



LA POLENTINA ALLE MANDORLE N.4
[Polentina di fecola]


Le Polentine della Nonna Anna sono ben 5. 

La Polentina è una torta rettangolare lievitata sofficiosa. Ed è una delle migliori invenzioni umane dopo quella del fuoco! 

INGREDIENTI

5 dg burro lavorato a spuma
4 tuorli
15 dg di zucchero
15 dg di farina di patate
1 polvere di lievito 
[In caso di celiachia, sostituire con lievito Colombo e la polentina diventa per tutta la famiglia!]
Aggiunta personale: una fialetta di essenza di mandorle


SVOLGIMENTO

Se hai 10 minuti di tempo, la Nonna Anna è tua e sai che non te ne vorrà... schiaffa tutto nel tritaffetta sminuzza e ciao! :D

Se hai piu' tempo e la Nonna Anna non è la tua, puoi fare a manina in una terrina capiente. 

Io avevo 10 minuti tondi così ho messo le polveri nel tritaffettasminuzza e ci ho dato un giro. 
Ho aggiunto i 4 tuorli, il burro a pezzettini e l'ho riavviato nuovamente. 

Lasciate che l'impasto amalgami bene. 
La prima volta l'ho lasciato troppo poco ed è rimasto polveroso. ERRORE MIO! 
Se lo lasciate un pochino di piu' nel tritaffettasminuzza diventa bello compatto! 

ATTENZIONE. 
La fecola tende a glassare con lo zucchero. Quindi, appena vedere che l'impasto si solidifica, spegnete tutto ed estraete. 
L'operazione potrebbe risultare faticosa. 
Non perdete la speranza. Va tutto bene! 

A parte ho montato le 4 chiare e, una volta pronte, ci ho aggiunto l'impasto farinoso. 

Se avete una terrina aggiuntiva, meglio. 
Metteteci PRIMA l'impasto duro e poi aggiungete i tuorli montati a neve.
Mescolate dall'alto verso il basso col mestolino di legno e con santa pazienza. Si amalgameranno alla perfezione, nonostante le differenti consistenze. 

Per ULTIMA la fiala di mandorle. 
Mi hanno fatto notare che una fiala intera risulta pizzicare la lingua. Metà è la dose ideale! 

Ho preso lo stampino rettangolare, l'ho foderato di cartaforno, ci ho messo l'impasto e l'ho messo in forno. Preriscaldato i soliti 180° per 45 minuti. 

Tenete conto che il mio forno è un catorcio del '15-'18 e andate a controllare la vostra polentina dopo mezz'ora. Non prima. 




PRECISAZIONI, CONSIGLI E ONESTA'

















Questa polentina fatta esclusivamente con la fecola di patate risulterà di una leggerezza tra l'incredibile e l'inconcepibile. 

- A metà cottura mi pareva si stesse alzando troppo e temevo debordasse dallo stampino, così le ho fatto un buchino con lo stuzzicadenti e lei si è accasciata un po'. 
Chiunque, pugnalato a morte con uno stecchino da spiedini la prenderebbe male e la polentina non fa eccezione. 
Voi non fatelo. Non deborda! Se non siete sicuri, mettete piuttosto la piastra da forno sotto allo stampino! E se volete essere furbissimi, coprite la piastra con la cartaforno, così, in caso di incidenti, non dovrete passare la serata a grattar via i rimasugli di impasto! :D

- Anzichè imburrare lo stampo com'è giusto che sia, ho usato la cartaforno. E' talmente sofficiosa che trovo impensabile toglierla dallo stampo senza disintegrarla. 
Questa foto è del giorno dopo ed è stato un dramma trasferirla su un piatto bianco. [E si vede! Hihihi]

- Anzichè usare le mandorle vere, ho optato per l'aroma della Bertolini [Una fialetta]. La delicatezza dell'impasto non si abbinava alla pesantezza di un frutto secco. 

- Voleste abbinarla ad una crema, suggerisco di metterla a parte e non in mezzo. Spalmereste una badilata di chantilly aromatizzata alla mandorla sopra una nuvola? No. Manco io! 

Ovviamente, usando gli aromi, potete farvi questa polentina al gusto che piu' preferite: limone, fiori d'arancio, vattelapesca o anche niente!  

Servita tiepida è un SOGNO. 

Ammesso che avanzi per il giorno seguente, copritela con qualcosa che non tocchi il di sopra. Essendoci 4 albumi montati a neve, il di sopra resta appiccicoso e s'incolla a qualsiasi superficie come manco l'attak sa fare! Io ho optato per un po' di carta di alluminio. 
L'indomani la polentina era fresca esattamente come la sera precedente! 


Che altro aggiungere? 
Da cent'anni fa... BUON APPETITO! :D

Cri



NB. 
Questa polentina è perfetta anche per i celiaci.
Mi è stato suggerito di cambiare il lievito normale con il lievito  Colombo e il gioco è fatto! :D 

Quando riesco ad accontentare tutti son proprio entusiasta! 


Grazie a Sabry e ad Andrea per le informazioni del caso! :D








LEGNO E TRAFORO...

martedì, maggio 08, 2012 Reporter: JJ 2 Responses


Ah, sì sì! Io lo trovo estremamente rilassante. 




















La molletta è il termine di paragone per comprendere la grandezza delle punte


Occorrente per iniziare
- Un mini Dremel o finto tale. 
Io ne ho due. Uno comprato ancora in lire [A destra] e uno preso alla Lidl per 19.99€ e sono iper-soddisfatta di entrambi. Del primo, per non essere ancora defunto nonostante i miei trattementi ben poco di favore, del secondo perchè funziona davvero benissimo. 

- Punte per trapano varie da applicare al trapanino... Io lo chiamo così! 

- Qualche oggettino di legno schifido che si può rintracciare in qualsiasi negozio di belle arti o Euroland o 99 cents et similari. Collauderò prossimamente con il cartone pressato e un altro materiale che sto sperimentando... Se mi riesce, lo troverete qui... altrimenti picche! 
Suggerisco di fare allenamento con oggetti schifidi, così non vi vengono le paturnie di aver gettato via una cosa costosa. 
E poi, volete mettere la soddisfazione di rendere pregevole un oggettus horribilis???
Sebbene il procedimento sia semplicissimo e non ci voglia alcuna bravezza, bisogna un po' prenderci la mano. Quanti buchi fare, dove farli, quanto ravvicinati.. bla bla bla... 
Dopo il 200mo buchino, vi garantisco che sbagliare diventa davvero semplice.

- Occhiali protettivi e, se siete maldestrissimi, pure i guanti non sarebbero una cattiva idea. 

- Una stampante, possibilmente laser. 
- Fogli di carta simil trasparenti (carta da geometri)
- Scotch carta
- Colla vinilica
- Stoffa a piacere
- Pazienza QB


























Mi pare di sentire del brusio... 
No, cari proseliti, non vi serve alcuna abilità disegnereccia! 

Vi serve una stampante, possibilmente laser e un block notes da geometri, con la carta semi trasparente.
Andate su Google immagini e cercate quello che volete ritrarre, poi stampate l'immagine sulla carta semi trasparente. 
A questo punto, la fissate con lo scotch carta all'oggetto, avendo l'accortezza, di tenere il lato stampato verso di voi e NON verso il legno e iniziate a lavorare seguendo il disegno. 

Vi renderete presto conto che il foro d'entrata del trapano rimane nitido ma quello di uscita di sfalda. 
Del resto l'oggettino in questione vi è costato una ridicolaggine, il legno è morbidissimo e ve ne dovete fare una ragione. 

Se decidete di realizzare una scodella come questa e, SOPRATTUTTO, se la date a dei nani, tenete presente che dovete foderarne l'interno, affinchè nessuno si pigli una scheggia. 
Nel caso la mettiate sul tavolino, foderatela lo stesso perchè il didentro rimane veramente brutto da vedere. 
Ovviamente, prima, lo grattate con carta abrasiva piuttosto fine. 



















Piu' punte usate, piu' particolare sarà il lavoro finito. 
Potete trapanare qualsiasi tipo di oggettino. 
Cornici, piattini, scatoline, vassoi, vasi e scodelle. 

Qualora decidiate di rendere la scodella un porta candela, mettete SEMPRE la candelina dentro un bicchiere o un vasetto di yogurt di vetro. MAI, MAI, MAI una fiamma dentro un oggettino schifido di legno. MAI! 

Per esperienza vi dico subito che le punte del normale trapano dalla 4 compresa in poi, disintegrano il didentro e lasciano dei buchi poco nitidi anche fuori. Ecco, così non buttate via oggettini per fare le prove. Ovviamente punte per legno. 

Potete rendere i buchini colorati, foderando la scodella con una stoffa leggera del colore che preferite. 
Io ho escluso la carta, ma non avevo la carta per découpage a casa, quindi ho usato altri tipi che non si sono rivelati una bella idea. 

Per foderarla vi basterà fare un découpage con colla vinilica diluita. 

Ricordate che riempirete la stanza di segatura, che NON si soffia dentro una scodella rotonda per spazzar via i truciolini senza occhiali protettivi e tenendo gli occhi aperti [Dolorosissimo ed estremamente pericoloso] e che gli attrezzi vanno staccati dalle rispettive spine, puliti e riposti al sicuro!!!

Divertitevi! 

Cri



Per le stampe si ringrazia sentitamente l'Edicola Toscani di Via Revoltella 38/b

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